Cucina
STO IN FISSA

Rosemery’s baby ovvero la focaccia anarchica

Quando la fata dei talenti ha distribuito i suoi doni battesimali è stata generosa con me, di certo però si è dimenticata di darmi in dote alcune cose: metabolismo scattante, cervello matematico e pollice verde. Avrà pensato: ma cosa se ne farà delle aiuole fiorite, i fiori li indosserà sulla testa, diamole in dono il pollice bianco, la vedo più portata. Ecco, io sono portatrice sana di pollice bianco. Datemi un po’ di farina e un pizzico di lievito e vi conquisterò il mondo. O quantomeno il vicinato.

Questo mio talento totalmente anarchico funziona così: mi sveglio e ancora stropicciata metto le mani in pasta. Un chilo di farina mista: un terzo integrale, due di manitoba e il resto comune 00. Ogni volta la faccio diversa perché le regole mi fanno invecchiare.

Aggiungo una bustina di lievito secco, quattro cucchiaini di zucchero, sei di sale, acqua q.b.

Impasto con foga e a ogni torsione del polso sento le endorfine che si impossessano di me. Sto una pacchia.

Dieci minuti o giù di lì, finché non si forma una palla elastica che metto a riposare ben coperta dopo averla tagliata a croce e irrorata di olio. E lì me la dimentico.

Nel mentre vado a fare la spesa, pulisco casa e progetto con mia sorella l’imminente conquista del mondo. Si è fatta l’una, time for some action. Prendo a pugni l’impasto immaginando che sia l’ausiliario della sosta e ricopro fino all’ora di cena.

Sono le sette, accendo il forno e sgonfio appena l’impasto, ormai meravigliosamente alveolato che manco nelle mani di Re Bonci, e lo sistemo in teglia dove dovrà riposare per un’altra mezzora.

Stasera si va di Rosemery’s Baby, una focaccia che non è un dolce, ma è dolce. In pratica ricopro l’impasto di olio, zucchero di canna, sale di Cervia, un pizzico di cannella e rosmarino, e inforno a 250° per quaranta minuti circa.

Rosemery’s baby, la focaccia anarchica, è pronta. Spolvero appena con altro zucchero e vesto di beltà perché è così che mi piace.

Grazie Samsung, senza il mio #3oven nulla di tutto questo sarebbe stato possibile. #samsungsmartchef

 

Photo Credits: Alessandro Capuzzi / Sette Secondi Circa

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