Pianerottolo
BEEN AROUND THE WORLD AND AHI AHI AHI

Piccola cambusa etnica

Viaggio incessantemente da quando sono nata, sdraiata sul mio divano con i piedi belli in alto e gli occhi sognanti rivolti al soffitto. Costa meno di un last minute e le possibilità di esplorare le galassie sono a dir poco infinite. Un altro modo per viaggiare da ferma l’ho scoperto saccheggiando i negozietti etnici del mio quartiere. Il mais nero delle ande, il lemongrass, i platani che appena li friggi sei subito con i piedi a mollo nel mar dei caraibi. E poi ci sono gli ingredienti da cambusa, quelli da tenere sempre da conto perché in un attimo ti risolvono una cena altrimenti triste. Oggi voglio condividerne alcuni con voi.

Inizio dal panko, ovvero la Rolls Royce dei pangrattati confezionati. O meglio una Lexus, essendo entrambi giapponesi. Si tratta di schegge di pane pallido che viste così uno dice anche no, grazie. Io invece vi invito ad usarle per impanare fettine, verdura, pesce e crostacei. Otterrete dei fritti da urlo: per niente unti, morbidi dentro e croccanti fuori. Provatelo anche in versione pane ammollicato: tostato e condito con un filo di olio e una punta di zucchero quindi cosparso su un aglio, olio, acciughe e peperoncino. Mi ringrazierete.

L’Aceto di riso è stato per me una vera e propria epifania culinaria. Non amo l’aceto, lo uso con il contagocce o miscelato a mille altri ingredienti. L’aceto di riso invece ha una nota gentile e fresca che trovo inebriante. Lo uso copiosamente per ricette orientali e sulle insalate ma anche per condire un classico come polpo, prezzemolo e patate. Credetemi, l’aceto di riso saprà esservi amico prezioso.

Salsa di pesce thai io ti amo. Più puzzi e più t’amo, un po’ come si dice che funzioni per i veri uomini. Lontana parente del garum romano, questa salsa dall’odore pungente se unita nelle giuste dosi alle vostre pietanze saprà sorprendervi non poco. Volete un esempio? Aggiungete poche gocce al soffrittino per verdure a foglia verde e poi mi direte. Io la metto praticamente su tutto, eccetto il caffelatte.

La sriracha, verde o rossa che sia, crea dipendenza. Non sto scherzando, se amate il piccante non potrete più farne a meno. Perfetta per accompagnare del pollo fritto o condire hamburgher e tacos, ma anche squisita se sposata a maionese, yogurt e miele per una versione pimpata del cocktail di gamberi. Insostituibile per combattere un hangover, la sriracha è la salsa più bella ciao che c’è.

La sweet chili sauce è un’ottima risorsa per quei giorni in cui ti svegli con la voglia matta di cinese, succede anche nelle migliori famiglie. Il sapore è lo stesso della salsina del famigerato maiale in agrodolce. Provate a farne una versione più salutare grigliando un filetto di maiale assieme a fette di ananas fresco e cipollotti, quindi nappate con la sweet chili sauce ben calda. Molto molto meglio dell’originale, non me ne vogliano i ragazzi del take-away all’angolo.

Per ultima Negrita, esencia de vainilla, un’essenza di vaniglia che non ha nulla di particolare ma io vado pazza per questa deliziosa micro confezione da pochette quindi la tengo sempre in mostra. Sono fatta così, non ci posso fare niente: circondarmi di bellezza è la mia missione ma anche il mio augurio per voi.

 

Photo credits: Alessandro Capuzzi / Sette Secondi Circa

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