BEEN AROUND THE WORLD AND AHI AHI AHI

Il crumble della piccola peste

I miei primi ricordi in assoluto sono tre. Chiari e nitidi, scolpiti nella memoria come avessi due anni oggi. Ricordo numero uno: io che corro nel prato tra l’erba più alta di me, il mondo è tutto verde di luce filtrata ma non ho paura perché la mamma mi chiama forte: “è pronta la merenda”. Il secondo: sono a letto in una sera d’estate e arriva papà a darmi la buonanotte. Ha due bicchieri in mano, in uno c’è una lucciola per illuminarmi i sogni, nell’altro acqua, limone e zucchero, la mia bevanda preferita. Scoppio di felicità. Ultimo ricordo: siamo in cucina, nonna Maria è tutta avvolta da nuvole bianche. Mi lascia giocare con lo zucchero e la farina mentre sbuccia le mele. So che a breve mi sarò meritata una fetta di strudel. Sono una bimba fortunata. Certo, se questo è l’imprinting non c’è molto da stupirsi che la mia vita emotiva giri tutta attorno al cibo e alla sua preparazione. Offerta d’amore, cura, nutrimento, famiglia. Cucinare insieme funziona come il cemento a presa rapida nei rapporti traballini, figurarsi poi se i sentimenti sono già di granito. Tipo me e mio figlio Nero, qua uniti in indissolubile legame ne il “Crumble della piccola peste”

Il giorno in cui sono stata chiamata dagli amici di Cameo a cucinare assieme a mio figlio eravamo a dir poco su di giri. Un’avventura tutta per noi in cucina, il regno della mamma. La sera prima per prepararsi come si deve, Nero ha preteso dei tattoo da “chef tosto”. Inutile dire che tempo il mattino, erano già spariti.

Approdati a DolcecasaCameo Nero, come i suoi tattoo, è praticamente sparito tra scaffali ricolmi di golosità e sale giochi tentatrici. Richiamato all’ordine con la promessa di un budino, ha infine concesso i suoi servigi da Souschef.

Preparare il Crumble della piccola peste è stato un po’ come giocare a castelli di sabbia. Abbiamo usato le mani, ci siamo sporcati, abbiamo riso molto… mi ha riportato all’infanzia, quando passavo ore a giocare in spiaggia con i miei fratelli. Solo che oggi ho giocato con mio figlio e il nostro castello profumava di estate, di legami profondi e di cose buone da condividere con chi ami.

ingredienti

300 gr di burro

400 gr di Base per Pasta Frolla cameo

1 bustina di LIEVITO PANE DEGLI ANGELI

Limoni non trattati

4/5 confezioni di mirtilli

2/3 confezioni di fragole

Zucchero semolato

Un bel ciuffo di basilico

Cardamomo in polvere

Amido di Mais PANEANGELI

Fiocchi di avena

Mandorle affettate PANEANGELI

Sale

Gelato alla vaniglia per servire

La faccenda qua è piuttosto semplice: lavo e mondo la frutta, tagliando a pezzetti le fragole, condisco il tutto con il succo e la scorza di un limone, 3 cucchiai di zucchero, un cucchiaio di maizena e una decina di foglie di basilico spezzettato. Sistemo il tutto in una teglia rivestita di carta da forno.

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Setaccio la farina in una ciotola, miscelandola con tre cucchiai di zucchero, il lievito, un pizzico di sale, due pizzichi di cardamomo. Aggiungo il burro a tocchetti ben freddo e sfrego con le mani fino a che non si formano delle briciole. Rinforzo l’impasto delicatamente con tre cucchiai di avena e due di mandorle. Sistemo in maniera disordinata sulla frutta e inforno a 180 gradi per 40 minuti circa. Servo caldo, sistemando su ogni porzione una pallina di gelato e due foglioline di basilico. Et voilà, il Crumble della piccola Peste è servito.

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