Cucina
GENERI DI CONFORTO

A casa per le feste ovvero di quella volta che dipinsi le ricette di Natale

Da quando ho opinioni ferme ed insindacabili, e cioè da quando ho sette anni o giù di lì, sono solita dividere il mondo in due categorie nette. Da una parte, la mia, ci sono quelli che credono al Natale e alla magia delle piccole cose, che poi sarebbero anche quelli che tengono agli indiani. Dall’altra parte tutti gli altri: i cinici, i bastian contrari, i guastafeste. Niente nel mio mondo è più romantico del Natale, il momento dell’anno che consacro interamente alla famiglia, alla casa e agli amori tutti, amici del Grinch compresi. Eccomi dunque qua al calduccio, lo sguardo sognante perso fuori dalla finestra e le mani in pasta, mentre ispirita dalle superfici e dai decori della mia cucina, costruisco quadri natalizi per le persone che amo. Ogni quadro una ricetta. La bellezza di sentirsi a casa per me è tutta racchiusa in momenti perfetti come questo. Felici feste a tutti.

Mon beau sapin ovvero la salsa verde che non è una salsa verde

Per questo quadro ho giocato sul ripiano in gres porcellanato supersottile del top della cucina. l’ho scelto perché essendo scuro volevo che le belle fronde verdi si stagliassero nitide e vivide come un abete nella foresta appena prima dell’imbrunire. E poi perchè, diciamocela tutta, una volta terminata la pausa creativa, in un baleno avrei potuto ripulire tutto con una passata di spugna!

Top cucina realizzato con la collezione ZERO.3 Prime Stone di Panaria nella variante Black Prime

ingredienti

un mazzo di aneto

la mollica di un panino secco

1 mandarino

1 melograno

una manciata di mandorle

olio sale pepe

Questa salsa è molto verde, nessuno me lo potrà contestare, ma davvero poco ha da spartire con quella tradizionale. In compenso però è buona buona buona in modo assurdo tanto che a Natale non può mai mancare sulla nostra tavola. La si può dare in sposa al salmone, al capitone e ai pesci tutti ma non disdegna la scappatella con il bollito misto o la gita tra gli antipasti. Una ragazza generosa. Si fa pulendo e sbollentando l’aneto in acqua salata per un minuto e poi subito a rinfrescare le idee in acqua ghiacciata. Il pane va ammollato nel succo di melograno, quindi strizzato per bene. Il mandarino si pela e lo si mette tutto intero nel frullatore, assieme a un quarto della sua buccia e a tutti gli altri ingredienti. Tranne l’olio che va aggiunto a filo mentre il frullatore lavora. Si aggiusta quindi di sale e in men che non si dica “la salsa verde che non è una salsa verde” è pronta.

 

Il centrotavola delle feste che poi sarebbe una minestra buonissima

Per questo quadro mi sono lasciata ispirare dal rivestimento della credenza. Trovo che con il suo decoro delicato ed elegante ricordi molto da vicino la tavola imbandita e raffinata delle feste.

Piano di lavoro su misura, realizzato con la collezione Petra Solis di Panaria

Il nostro menù della Vigilia è un signore corpulento e vorace con un appetito a dir poco prepotente. Per rimetterlo al suo posto ed arrivare sani e salvi al dolce, abbiamo deciso di snobbare tagliolini, ravioli e risotti tutti per affidarci ad una confortante minestra di verdure… e altre mille cose buone e caloriche. Vabbé dai, siamo pur sempre a Natale!

ingredienti

1 cespo di catalogna

1 cespo di puntarelle

2 carciofi

5 scalogni

taralli ai semi di finocchi

4 o 5 acciughe

1 burrata

pepe rosa

olio, sale, pepe

Per realizzare questa deliziosa minestra occorrerà smontare il centrotavola ma ce ne faremo una ragione. Si tagliano quindi a tocchetti regolari tutte le verdure e si sistemano in una pentola di coccio assieme a 4 o 5 acciughe, un giro generoso di olio e una decina di taralli spezzettati. Si sala appena e si copre a filo con acqua calda. Deve borbottare a fuoco lento fino a che le verdure sono tenere e i taralli disfatti. Va servito tiepido in fondina, con una bella dose di burrata al centro e tutto intorno grani di pepe rosa scintillanti. Per non farci mancare niente all’ultimo secondo aggiungiamo altri taralli a regalare croccantezza. A Natale sempre meglio essere di manica larga.

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Una stella ad illuminare il cammino

Vivace, calda, luminosa, è così che volevo la tela che avrebbe ospitato la mia cometa: una superficie in ceramica dove prende vita un gioco suggestivo di colori e decori.

Piano cucina realizzato con la collezione Memory Mood di Panaria

ingredienti

500 ml panna da montare

zucchero a velo

ribes

mirtilli

alchechengi

fragole

meringhe

zucchero semolato

un limone

menta fresca

fiori eduli secchi per decorare

Tre sono le cose che ho chiesto in dono per l’anno che verrà agli illustrissimi Re Magi: tanta dolcezza per me e i miei cari, colore in ogni dove e una stella lucente che mi illumini il cammino. Non essendo del tutto certa che abbiano tempo di accogliere il mio desiderio, indaffarati come sono, ho deciso di costruirmela da sola, la bella cometa, ispirata dai decori di una superficie luminosa, ricca di storia e tradizione. Durante la notte di Capodanno si trasformerà nel più goloso e beneaugurante dei dessert. Narra infatti la leggenda che se ne mangerete una generosa cucchiaiata allo scoccare della mezzanotte, il 2018 sarà esattamente come sentite di meritarlo. Felice anno nuovo a tutti.

Realizzare questo dolcino, perfetto per concludere una cena importante, è davvero molto semplice. Si tagliano a pezzetti le fragole e gli alchechengi, si grana il ribes, si uniscono i mirtilli. La frutta va quindi condita con succo di limone, foglioline di menta e poco zucchero semolato. Mentre la macedonia riposa un poco si monta la panna con zucchero a velo a piacere. Il minuto prima di servire si preparano le coppette nel seguente ordine: un cucchiaio di frutta, uno di panna, uno di meringa sbriciolata. Ripetete il giro e cospargete di petali bellissimi perché la primavera, anche se non ce ne siamo ancora accorti, è già dietro l’angolo.

Photo credits: Gotimepicture e Giulio Giacconi

Un sentito grazie a  Panaria per avermi fornito le magnifiche “tele” sulle quali ho dipinto le mie ricette di Natale per voi

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