GENERI DI CONFORTO

La storia felice del gazpacho che si credeva un’insalata

Questa è una lettera d’amore per un amico assai fedele. Caro frullatore ad immersione, sei la salvezza della vita mia. Saldato al braccio modello Robocop mi accompagni nelle mie avventure culinarie. Insieme senza pietà, frulliamo, sminuzziamo, montiamo… et voilà, in meno di un battito di ciglia ecco pronto il “Gazpacho che si credeva un’insalata”. O viceversa. La felicità.

ingredienti

anguria

pomodori

cipolla

olio

aceto

pane secco

rucola

feta

ravanelli

Questa sarebbe la a mia insalata anti afa preferita nell’universo intero. Solo che quando fa molto ma molto caldo, tipo che vivrei con i ghiaccetti da picnic inseriti nel reggipetto e non ho nemmeno la forza di masticare, ecco in questi giorni infelici io scelgo di frullare il tutto e di regalarmi la pace liquida.

Taglio l’anguria, la sbuccio, mi disfo dei semini e riduco a tocchetti. Taglio i pomodorini a metà e la cipolla a spicchi. Condisco con olio, sale e uno zic di aceto. Frullo tutto con il potere del mio braccio armato, io e il mio frullatore ad immersione against the world.

Lascio riposare in frigo per un’ora almeno. Se ambisco al Nirvana, preparo il mattino per la sera. Servo ghiacciato con crostini disordinati di pane vecchio, fettine di rapanelli, rucola, feta sbriciolata e goccine di olio. Sopra i quaranta gradi, aggiungo cubetti di ghiaccio. Sia nel piatto che nel reggipetto.

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Caro frullatore ad immersione quella del “gazpacho che si credeva un’insalata” è una storia felice perché ti ho cercato bene e a lungo. Tra mille modelli, comparando prezzi, spulciando tra settemila negozi, valutando recensioni e skills ho scelto te e solo te perché da quando Pagomeno succede anche che #scelgomeglio. Anche questa è felicità.

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